Democrazia e territorio

Oggi, nella legislazione  nazionale e soprattutto in quella regionale, la trasformazione urbanistica dei suoli liberi, e la loro conseguente edificazione, è un potere dei Comuni, ovvero, in casi molto più rari, nella facoltà di Enti locali sovraordinati (Provincie e domani, forse, Aree metropolitane). Anche le Regioni e lo Stato, in qualche caso, dispongono direttamente del destino di ampie porzioni di territorio: si pensi ad esempio alle infrastrutture di trasporto di rango regionale o di interesse nazionale.

L’edificazione suoli liberi è una azione in linea teorica reversibile, nel senso che quasi tutte le tipologie di edificazione potrebbero essere smantellate, e il relativo terreno di supporto potrebbe essere riportato allo stato precedente l’edificazione, naturale o agricolo che fosse. Pur tuttavia tale operazione avrebbe dei costi talmente esorbitanti e dei tempi talmente lunghi che, nella realtà concreta, è ragionevole considerare che l’edificazione di un suolo libero è una scelta sostanzialmente irreversibile.

Una frattura tra teoria e prassi (reversibilità teorica e irreversibilità sostanziale) si rileva anche analizzando i processi decisionali che, nei diversi Enti locali, sfociano nell’esercizio della facoltà di cui sopra. Infatti la competenza sulle scelte di pianificazione territoriale è normalmente riservata alle assemblee elettive. Ma questo, nella quotidiana concretezza, è vero solo in teoria, se si considera che – in forza delle leggi elettorali vigenti, nonché dei più recenti regolamenti delle assemblee elettive – le stesse sono troppo spesso relegate a ratificare, più o meno obbligatoriamente, le decisioni dell’organo esecutivo.

A questo si deve aggiungere che – anche a seguito delle recenti riduzioni del numero dei Consiglieri, ovvero del numero dei componenti dell’organo esecutivo – le decisioni amministrative concrete vengono prese, se non personalmente dal presidente dell’organo esecutivo (Sindaco), dal consesso delle poche persone che lo formano (Giunta).  E’ paradossale il caso dei Comuni al disotto dei 3.000 abitanti, che in Lombardia sono ben 821; questa fascia di Comuni, dopo le ultime disposizioni di riduzione della spesa pubblica (non costi della  politica ma costi della democrazia!), possiedono un Consiglio Comunale formato da 6 consiglieri più il sindaco, e una Giunta formata dal Sindaco più 2 assessori. E’ evidente che, in questi Comuni, le decisioni sono prese sostanzialmente da 3 persone (la Giunta).

Considerando che la superficie media dei Comuni lombardi al di sotto dei 3.000 abitanti è di 14  Kmq (con punte che in montagna superano i 215 kmq, e  in pianura arrivano ai 40 kmq), e che il totale dei Comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti forma il 46% del territorio lombardo, si può comprendere la preoccupante rilevanza del fenomeno.

Sostanzialmente avviene che le decisioni amministrative irreversibili come la pianificazione di nuovi insediamenti sono oggi nella disponibilità di pochi eletti pro-tempore. In altre parole la trasformazione definitiva del territorio è nelle mani di poche persone dotate di un semplice mandato elettivo quinquennale.

Appare quindi evidente come la legge urbanistica possa e debba occuparsi anche di questa problematica di carattere democratico. Si tratta di modificare il sistema decisionale sulle scelte pianificatorie irreversibili (le nuove occupazioni di suolo agricolo) e le soluzioni potrebbero essere diverse, tutte da approfondire e discutere. Al momento si può quanto meno accennarle in modo sommario:

  • obbligo di maggioranza qualificata: se si discute un nuovo ambito di trasformazione la decisione deve esser presa almeno dai due terzi dell’assemblea elettiva;
  • referendum confermativo: gli elettori sono chiamati a confermare la scelta dell’assemblea elettiva;
  • referendum abrogativo: un congruo numero di cittadini può avanzare proposta di referendum in cui esito può essere quello di annullare la decisone pianificatoria adottata dall’assemblea elettiva.

Insomma, bisogna evitare che l’amministratore del condominio decida da solo di vendere un pezzo del giardino.

Condividi sui tuoi social network!
    Taggato con: , , , , ,
    Pubblicato in Suolo
    3 commenti su “Democrazia e territorio
    1. mario carminati ha detto:

      secondo la Legge Regionale 5 dicembre 2008, n. 31 – Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale, all’art. 4 quater, IL SUOLO E’ UN BENE COMUNE.
      Se è così mi chiedo a che titolo pochi possano decidere su un bene di tutti e, soprattutto, pochissimi possano guadagnare dal consumo di un bene comune non riproducibile (grazie alla trasformazione da suolo agricolo a suolo edificabile). Penso ci sia materia per riflessioni legali oltre che etiche.

      Il testo dell’art 4 quater recita:

      Art. 4 quater
      (Tutela del suolo agricolo)

      1. La Regione riconosce il suolo quale bene comune. Ai fini della presente legge, il suolo agricolo costituisce la coltre, a varia fertilità, del territorio agricolo, per come esso si presenta allo stato di fatto. Si intende suolo agricolo ogni superficie territoriale, libera da edifici e strutture permanenti non connesse alla attività agricola in essere, interessata in modo permanente dalla attività agricola, da attività connesse e dalla eventuale presenza di elementi che ne costituiscono il corredo paesaggistico-ambientale quali reticolo idraulico, fontanili, siepi, filari, fasce boscate, aree umide, infrastrutture rurali.
      2. La Regione riconosce il suolo agricolo quale spazio dedicato alla produzione di alimenti, alla tutela della biodiversità, all’equilibrio del territorio e dell’ambiente, alla produzione di utilità pubbliche quali la qualità dell’aria e dell’acqua, la difesa idrogeologica, la qualità della vita di tutta la popolazione e quale elemento costitutivo del sistema rurale.
      3. La Regione considera il sistema rurale una componente fondamentale del suo sistema territoriale e ritiene che le criticità emergenti sul consumo di suolo agricolo devono essere affrontate con adeguate politiche finalizzate a salvaguardare le destinazioni di uso di suoli e territori agricoli indispensabili all’esercizio delle attività agricole, in una sempre crescente ottica di multifunzionalità.
      4. La sospensione temporanea o continuata della attività agricola sul suolo agricolo non determina in modo automatico la perdita dello stato di suolo agricolo.
      5. La Regione elabora politiche per il contenimento del consumo di suolo agricolo finalizzate ad orientare la pianificazione territoriale regionale etc. etc.
      Penso che questo debba trovare coerente traduzione non solo e non tanto nel testo unico agricoltura ma soprattutto nella legge 12/05 e nelle modalità di stesura dei PGT !!

      • Paolo Lozza (moderatore) ha detto:

        Caro Mario,
        noi di legambiente quell’articolo di legge lo conosciamo molto bene. Qualcuno addirittura lo chiama “articolo legambiente” in virtù del fatto che il testo da te citato è anche frutto di un intenso lavoro di “lobby” che Legambiente Lombardia ha svolto presso alcuni consiglieri regionali per tutto il 2011.
        Con quell’articolo si è creata una condizione di “incoerenza” con la legge urbanistica regionale (L.R. 12/2005) nella quale il concetto “bene comune” è totalmente assente. Ora si tratta da un lato di “usare” quell’articolo 4-quater come leva giuridica che possa creare giurisprudenza favorevole, e dall’altro di sollecitare il nuovo Consiglio Regionale ad adeguare la legge urbanistica secondo il concetto di suolo come BENE COMUNE (e non solo quello agricolo).
        Saluti

    2. Mario Carminati ha detto:

      Ottima iniziativa; significativo, secondo me, anche del potere delle diverse “lobby”. Infatti il concetto, meritevolmente inserito nel testo unico agricoltura, è però ovviamente sconosciuto a pressoché ogni urbanista o architetto estensore di PGT (o almeno a quelli con cui ho potuto parlare io). In ogni caso ottima occasione per evidenziare l’ “incoerenza” della legge 12: appena è uscito il 4 quater ne ho approfittato ovunque possibile per evidenziare la cosa….

    sito realizzato da